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21 DICEMBRE:
NADIA è rientrata dalla Bolivia.
Dal 2005 vive nella spedizione di Choquellusta responsabile della scuola femminile.
Starà in Italia fino all'estate prossima. Vai alla pagina.

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(Jan 11, 2007)

..::  Nadia  ::..

 

E’una ragazza di 28 anni, terminati gli studi di architettura, dopo qualche anno di gruppo tra i giovani ha deciso di dedicarsi ai poveri a “tempo pieno”.

Nel 2003 è partita per un anno a Shilla in Perù, dove ha lavorato nella scuola professionale femminile “Taller Maria Auxiliadora”. Qui le ragazze oltre a ricevere un’istruzione, si specializzano nei lavori di tessitura e maglieria, lavorando la spendida lana d’alpaca, tinta con i colori naturali che richiamano i paesaggi delle Ande.

Nel 2005, rientrata in Italia qualche mese, dopo aver saputo dell’urgente bisogno della missione di Bolivar (uno dei posti più poveri del mondo - Bolivia) è ripartita per altri due anni col desiderio di spendere la vita per chi soffre assumendo così l’impegno di seguire il taller femminile di Bolivar.

 

Da una lettera di NADIA:

 

“Cari amici,
in questi giorni vi sto pensando tanto… non ho molte parole, questo posto me le ha portate via… vi penso e vorrei portarvi qui… Tanta, tanta, tanta povertà… da non crederci.
Mi chiedo: ma è proprio così?! SI È COSì…
Di fronte a tutto ciò non sai da che parte cominciare, mi sento solo impotente, inutile, più piccola di un insetto…
Spazi infiniti, immense dune di sabbia e rocce… e la luce così forte ed intensa crea ombre e contrasti tra le rocce da far sembrare tutto più duro, più crudele…
La terra è secca, polverosa e dà davvero poco…
Cammini almeno 2-3 ore per spostarti da una comunità all’altra e nel cammino non incontri niente… né un albero, né un animale… solo terra, rocce rosse, colline… poi arrivi alla comunità… 15-16 famiglie… tutte case con tetti di paglia… tutte… non una calamina (lamiera)… In molte comunità non c’è né luce né acqua…
La gente vive lì… MA VIVE QUI? SI, VIVE PROPRIO QUI…
In questo mese stanno lavorando con le patate… mangiano davvero solo quello… oppure CHUÑO, patata disidratata e congelata durante la notte…
Con Chicca siamo andate a lavorare dalla gente… Abbiamo “cosechado papas” (raccolto patate) tutto il giorno ad una comunità, Chaluiri, a 2 ore da Choquellusta… Era una chacra (pezzo di terra) su, su in alto… terra secca, sole forte, vento freddo… non c’era acqua… abbiamo mangiato con loro: patate e WATYA (patate cotte sotto terra)… c’era anche la bimba piccola di 4 anni, anche lei aveva il suo piccone…
Oggi abbiamo accompagnato le ragazze di YARVICOYA a casa, dopo il taller… 2 ore di puro deserto… sabbia e rocce rosse… sole… vento… arrivi in questa spianata… tutte case di paglia intorno ad un fiume essiccato… non hanno acqua… NON HANNO ACQUA…
Tutte le famiglie stavano lavorando il grano ed il chuño… ci siamo fermate a lavorare (pelare chuño) a casa di una ragazza… con il papà, la mamma e la nonna…
Ma possono vivere così?!
Loro dopo aver raccolto il chuño, lo lasciano la notte disteso per farlo congelare e loro dormono lì… fuori… fa freddo… ghiaccia tutto… e loro son lì (per darvi un’idea, alle 13:00 i ruscelli all’ombra sono ancora ghiacciati)… e loro son lì… sotto una tenda di cellofan…
Vorrei portarvi qui… la gente soffre davvero… è davvero povera… non ha niente davvero…
Cosa posso fare? Da che parte cominciare?
Ciao cari amici… vi tengo qui… in mezzo alla gente di Choquellusta, alla loro povertà. ”