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Aprile 2019
Finalmente aggiornate le pagine dei nostri amici in missione. Vedi Romani sulle Ande

8 Febbraio 2019:
MAURO E ELISA , sono rientrati in Italia per qualche mese
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Scrivi a: info@omgroma.com

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Don Bosco 3A
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Ospedale Chacas
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MartiriDellaCarità:
P. Daniele Badiali
Giulio Rocca

 

 

..::  Fabiana  ::..

Fabiana

è di Ronciglione, laureata in lingue, nel ‘98 è partita la prima volta per il Perù dopo vari anni di gruppo per vivere sei mesi a CHACCHO, un paesino della sierra andina.
Dal 2003, dopo aver lavorato un anno come professoressa di francese ha deciso di ripartire a tempo lungo.
Ha prima vissuto ad Uco, e dal 2010 nella missione di Chambruco, in Perù, dove è stata responsabile di una scuola professionale femminile.
Ora vive e opera a LIMA, presso la CASA ORFANOTROFIO di ÑAÑA dove vengono accolti 30 bambini orfani e con difficoltà psico-fisiche di vario genere alcuni dei quali attendono di essere adottati.

Per inviare offerte a Fabiana è possibile farlo via bonifico attraverso l' Associazione Don Bosco 3A - ONLUS
c/o Unicredit Banca, Agenzia Forlì Stadium, piazza Falcone e Borsellino
IBAN: IT 46 O 02008 13202 000010277292 (dopo IT46 c'è la lettera O di Otranto)
Nella causale indicare:
" contributo per Fabiana - Lima Perù "
Per avere conferma che abbiamo ricevuto la donazione inviare la mail a info@omgroma.com .

Da una lettera di FABIANA:

 

Rientrata in Italia, dopo sei mesi sulle Ande, ti rendi ancor più contoche il mondo, questo mondo, corre veloce verso le comodità, la ricerca di soddisfazioni e felicità ad ogni costo. Non abbiamo più tempo di chiederci se siamo stati noi a scegliere di salire su questo treno ad alta velocità e a direzione obbligata: ci lasciamo trasportare e basta.

Ho l’impressione che la libertà che crediamo tanto di possedere, in realtà non ci appartiene, perché ci comportiamo come tanti cloni. La televisione , con le sue “storie”, ci fa credere che la realtà sia fatta di cene al ristorante e macchine di lusso e dall’altra parte della Terra c’è chi muore di fame…

Dovremmo aprire gli occhi.

Qui in Italia mi sembra di vedere negli occhi dei giovani, l’insoddisfazione, spesso la noia, che nascondono dietro la ricerca di piaceri. Credo che abbiano bisogno di un’avventura diversa, che li impegni veramente e li porti a essere più buoni. La mia non vuole essere una critica , ma più una triste considerazione.

Invece nei ragazzi di qui ho ritrovato la semplicità e la povertà: nei giovani come negli anziani è rimasta la ricchezza d’animo e la voglia di aiutarsi. Noi, con le ragazze della scuola, dedichiamo un giorno a settimana all’assistenza degli anziane signore o famiglie in condizioni pesantissime: è bello vedere come le nostre bambine del tallersi preoccupano per loro, come le curano, le lavano raccolgono per loro la legna. Fa molta tenerezza ogni volta assistere a queste scene. E si capisce la differenza tra elemosina e donazione totale.”