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..::  Nadia De Munari  ::..

  martire della carità  

  Lima Perù 2021  

 

  Nadia nasce a Thiene (VI) il 28.07.1970 da mamma Teresina e papà Remigio , maestra d'asilo, era partita nel 1990 per l'Ecuador, nelle spedizioni dell'Operazione Mato Grosso in America Latina. Poi in Perù, dal 1995. È rimasta per oltre 20 anni sulla Sierra, a 3.400 metri di quota nel villaggio di Chiambara, diocesi di Huari, dove faceva la maestra d'asilo e la formatrice di altre maestre d'asilo (scuola magistrale).
Poi padre Ugo, accogliendo un grido di aiuto del vescovo Bambaren, decise di aprire a Chimbote le scuole (oggi sei asili e una scuola elementare) per bambini molto poveri che scendevano in massa dalle montagne. Sulla costa le chiamano "invasioni". Nessuno ci voleva andare, solo lei. Ci voleva un responsabile, e nessuno si fece avanti. Finchè Nadia nel 2016 disse a padre Ugo: «Se vuoi, vado io».
«Vado io» fu anche l'ultima frase pronunciata da padre Daniele Badiali.
È morta a Lima il 24.04.2021, tre giorni dopo aver subito un'aggressione in casa.
Il vescovo Ivo Baldi, della diocesi di Huari, nell'omelia al funerale di Chimbote ha detto: "Nadia è il terzo sigillo [dopo Giulio e padre Daniele], un sigillo che fa parte di un cammino di martirio, di testimonianza".
Il vescovo Giorgio Barbetta (Burbis per i ragazzi) descrive così i suoi ultimi istanti:
"Nadia Correva agile ma fu arrestata per la violenza ... mentre correva verso il bene. E questo è molto più grande di quello che Nadia avrebbe potuto immaginare."
E ancora: "Il suo sangue, la sua vita sono diventati semi e hanno messo radici. A Chimbote nessuno potrà mai dimenticare Nadia."  

 

 

Di seguito le recenti pubblicazioni che raccontano di Nadia De Munari accompagnate da piccole sintesi limitate, si consiglia la lettura dell'articolo intero per apprezzarne il vero spessore:

- 26/04/2021 - Sara Toffano su Mondo Missione
Quando Nadia, migrante coi migranti in Perù, raccontava la sua missione

«Io credo che tutti siamo stati creati per donare agli altri e la cosa che ci rende più felici è scoprire che tutto quello che abbiamo, che sappiamo fare e che ci è stato insegnato possiamo condividerlo con gli altri. La cosa brutta di questo mondo è la mentalità secondo cui la felicità sia l'avere per se stessi, l'accumulare, senza pensare che quando si muore non ci si può portare dietro nulla. Dove la porti la tua ricchezza? Quindi - soprattutto attraverso i giovani che hanno un cuore pulito e bello nonostante i difetti - scoprire che c'è voglia di cambiare. Questa è la felicità: non deriva dall'accumulare, ma dal regalare. Può essere un sorriso, un gesto, una chiacchierata. Tu hai bisogno, io ti aiuto. Questo è ciò che ci arricchisce.»

- 27/04/2021 - Gerolamo Fazzini su Avvenire
Chi sa dire vado io. Vivere e morire per i poveri, sulle Ande

Perchè? Perchè un innocente deve morire, mentre dà tutta se stessa per gli ultimi? E ora, che fare? Rimanere o andarsene? Le stesse, implacabili domande che l'Omg si trovò ad affrontare il giorno dopo l'uccisione di Giulio e di Daniele. Ma le parole di Nadia continuano a risuonare: « Aiutiamoci a essere contenti in un mondo dove pochi lo sono » . Risuonano come un invito. Come un appello.

- 27/04/2021 - Alessandro Di Bussolo su Vatican News intervista Massimo Casa
Storia di Nadia, da Schio al Perù per amore degli ultimi e dei bambini

"La verità è una prerogativa di Nadia, che ha sempre voluto conoscere: una ragazza molto sensibile e anche molto attenta. Non voleva che le si raccontassero bugie, anche nelle nostre amicizie era proprio così, con carattere. «Dimmi quello che è, non fare tanti giri di parole», mi diceva.

- 28/04/2021 - Lucas Duran in "Magari. Il mondo com'è e come potrebbe essere" su RadioVaticana
L'insegnamento di Nadia

Il ricordo di Beatrice , che come Nadia opera in Perù da tanti anni nella formazione delle nuove maestre e di padre Lorenzo , nipote di padre Ugo e da quet'ultimo inviato in 'missione' in Italia, per accompagnare giovani e famiglie, nel segno degli insegnamenti di San Giovanni Bosco e di San Francesco e di tre parole chiave: Semplicità, Povertà e Carità.

- 02/05/2021 - Alessandro Di Bussolo su Vatican News intervista don Raffaele Refosco
Missionaria uccisa in Perù: l'ultimo saluto di Schio

"Dava tutta sé stessa per i bambini che aiutava e le loro famiglie, con semplicità. E lo ha fatto fino in fondo"
...mi sembra proprio che la vita di Nadia è stata una vita umile, non qualcosa di grande, ma che in questa piccolezza è diventata grande proprio in questa morte. E' stato un regalare una vita silenziosa, di qualcuno che fa la carità, nella ricerca profonda del Signore, nella vita, e arrivare a morire così, dare tutto fino in fondo.

- 06/05/2021 - Vatican News
Il Papa riceve il vescovo venuto dal Perù in Italia per i funerali di Nadia De Munari

 

 

Le esequie a Chimbote il 28/04/2021
Presiede il vescovo di Chimbote, monsignor Angel Francisco Simon Piorno, omelia del vescovo di Huari (Perù), monsignor Ivo Baldi.

 

 

Le esequie a Schio il 03/05/2021
Presiede il vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol, omelia del vescovo ausiliare di Huari (Perù), monsignor Giorgio Barbetta,
appartenente al movimento dell'Operazione Mato Grosso.

 

 

Omelia di Monsignor Giorgio Barbetta, vescovo ausiliare della diocesi di Huari, in Perù il giorno del funerale di Nadia De Munari a Schio - Italia

Sono arrivato dal Perù insieme a Padre Armando, che è stato ed èil parroco dove viveva Nadia a Nuevo Chimbote ed è colui che l'ha trovata e soccorsa dopo l'aggressione.
È successo qualcosa di strepitoso per tutti noi, nel male e nel bene.
Nel male, nessuno se l'aspettava una violenza così grande, inaspettata e senza alcuna ragione.
Padre Armando sta andando ad officiare la messa per Nadia e per i suoi assistenti e insegnanti che vivono con lei.
È mattina presto, ma lei non si presenta. Di solito lei è la prima ad arrivare. La sveglia continua a suonare.
La messa è iniziata. Le ragazze vanno a vedere cosa succede e la trovano...
" Forza Padre Armando, venga a vedere, l'hanno colpita in modo sanguinoso..".
" Bisogna agire immediatamente ", Portarla urgentemente all'ospedale. Ciò che conta ora per tutti è salvarla.
Anche quando arrivo io e dopo alcune ore si parla di cercare di stabilizzarla, di ambulanze, del neurochirurgo, dei segni vitali.
Continuiamo fino a farcela.
Invece non è successo così.
Nadia, sabato 24 aprile alle 3:00 ci ha lasciato.
È successo qualcosa di più grande di noi, nel bene. Un faro ha illuminato la vita di Nadia.
Cosa viveva Nadia? Prima dove viveva?
L ' invasione di Nuovo Chimbote, un deserto, sabbia, ottantamila persone che vivono in capanne, fatte con stuoie di paglia; spesso senza elettricità, senza acqua né scarico.
I genitori escono a cercare lavoro la mattina e tornano di sera.
E i bambini? Cinque anni fa Nadia ha accettato di lasciare la sua piccola e bella missione sulle Ande per accettare una proposta di Padre Ugo. " Costruiamo asili d'infanzia gratuiti, completamente gratuiti nelle invasioni. "
Un angolo di paradiso in questo inferno.

Nadia era preoccupata per i bambini.
Aveva riunito le maestre.
Desiderava a tutti i costi iniziare a riunire i bambini dopo la quarantena.
Era felice.
Correva agile ma fu arrestata per la violenza... mentre correva verso il bene. E questo è molto piè grande di quello che Nadia avrebbe potuto immaginare.
Il suo sangue, la sua vita sono diventati semi e hanno messo radici.

A Chimbote nessuno potrà mai dimenticare Nadia. Ma questo non è niente; penso che questo seme abbia messo e metterà ancora più radici nel cuore di molti ragazzi.
Chi riceverà questo seme, proverà dolore e amore, indissolubilmente uniti dal dolore, dal senzaragione, dal freddo all'amore, a regalare la vita, al desiderio di Dio.
E vorrei lasciarvi cinque (5) punti importanti con i quali Nadia viveva.
(1) Il primo: " Non avere la vita per te, regalala ".
(2) Il secondo " Arriva dritto al punto. Sii onesto, sincero, dimmelo in faccia; entra nella mia vita e io nella tua ".
Vi sto raccontando cose che viveva Nadia, che ha vissuto.
Non perdere tempo.
(3) Il terzo punto: "camminare insieme perchè da solo non vai da nessuna parte; non da solo".
Penso che sia felice che ci siamo riuniti per licenziarla sia a Chimbote che qui al suo paese.
Insieme è una parola che lei direbbe felice, che è la sua vita che ce lo dice.
(4) Il quarto :" Obbedisco". Nadia ha obbedito prima a Padre Giorgio, poi a Padre Ugo; ha obbedito anche quando gli è stata chiesta una cosa che potrebbe essere qualcosa di scomodo, come ad esempio il passaggio da un luogo all'altro; il fatto di dover andare nel mezzo di un deserto, di farsi carico di qualcosa di molto grande quando forse avrebbe preferito una cosa piccola e tuttavia ha obbedito, non in modalità passiva, non l'ha fatto perchè si sentiva obbligata; ma piuttosto perchè ci credeva.
(5) L ' ultima cosa; ve la faccio vedere qui: una candela accesa.
Nadia aveva molti bambini nei suoi giardini dell'infanzia; circa 400 bambini, di varie religioni religiose.
Padre Ugo gli aveva detto; così come ha detto Padre Armando:"Dovete unire e non separare, unite le persone, unite i bambini, le famiglie".
Allora bisognava trovare un modo anche per pregare, per posizionare il desiderio di Dio nei cuori dei bambini.
Come si fa a non separarli?.
Uno dei segnali era questa candela accesa.
Per i bambini accendere la candela significava " ora parliamo con Dio ".
Un segno che simboleggia qualcosa che devi tenerlo acceso.
Un segnale che c'è qualcosa per cui devi aspettare, fidarti, aspettare.
Qualcosa oltre noi.
Qualcuno che è oltre, più grande di noi.
Qualcosa o qualcuno che ci sfugge di mente. Chi desidera trovarlo, deve cercarlo con la vita.

Anch'io farò il gesto che Nadia faceva con i bambini, quando salutava Dio una volta terminata la preghiera e il gesto era questo.
(Il VESCOVO soffia la candela accesa e la spegne, poi manda un bacio al cielo).